2000-01
:
Lo strano duo Ferlaino-Corbelli comincia la
sua avventura con una affascinante scommessa:
per la panchina azzurra viene ingaggiato il
tecnico boemo Zdenek Zeman, profeta del 4-3-3
e del calcio delle meraviglie. In fase di
calciomercato cominciano comunque gli attriti
e viene completamente sbagliata la campagna
acquisti, rivoluzionando completamente la
squadra, acquistando giocatori non in perfette
condizioni fisiche e investendo sui nomi piuttosto
che badando alle concrete esigenze tecniche
e tattiche del nuovo allenatore. Vengono ceduti:
Turrini, Asta, Oddo, Lucenti, Mora, Bigica,
ma soprattutto viene ceduto contro il volere
di tutta la piazza il nuovo idolo azzurro
Stefan Schwoch: i tanti soldi offerti dal
Torino per un giocatore di 31 anni, a detta
del nuovo presidente Corbelli, erano un affare
che una società come il Napoli non
poteva certo rifiutare. In entrata viene acquistato
David Sesa dal Lecce per 16 miliardi di lire,
giocatore rivelazione del precedente campionato
e seguito anche dai grandi club. Vengono acquistati
Francesco Moriero dall'Inter (afflitto da
problemi fisici), il nazionale portoghese
Josè Luis Vidigal, una delle rivelazioni
dell'Europeo del 2000, il nazionale marocchino
Abdelilah Saber, e il difensore centrale argentino
Facundo Quiroga, tutti e tre dallo Sporting
Lisbona e il giovane nigeriano Afolabi. Arrivano
inoltre Fresi dall'Inter, Nicola Amoruso per
gentile concessione di casa Moggi (Alessandro
Moggi, figlio di Luciano, è consulente
e collaboratore di mercato accanto a Gigi
Pavarese), Dario Baccin, il giovane
Urso e uno sconosciuto giocatore ceko indicato
da Zeman di nome Marek Jankulovski, forse
l'acquisto migliore di tutta la campagna.
Ritorna inoltre dopo 4 anni Fabio Pecchia.
Per la porta torna Mondini con il giovane
ma ancora acerbo Coppola promosso titolare.
La prima di campionato è di quelle
storiche: Napoli-Juventus per festeggiare
il ritorno in serie A: 80.000 spettatori per
assistere ad uno spettacolare primo tempo
della squadra di Zeman che passa addirittura
in vantaggio con un gol di Roberto Stellone.
Nel secondo tempo però l'effetto Zeman
scompare e la squadra prende 2 gol da 2 disattenzioni
difensive (Kovacevic e Del Piero). La seconda
giornata offre l'Inter a San Siro ed è
la seconda sconfitta: 3-1 (Sesa per il Napoli
e bellissimo gol dell'ex azzurro Laurent Blanc
per l'Inter). Gli umori cominciano a deteriorarsi,
gli azzurri non corrono come hanno sempre
fatto tutte le squadre di Zeman a inizio campionato.
Dopo le prime due terribili giornate ci si
aspetta il riscatto in casa contro il Bologna
ed invece succede l'incredibile: 5-1 per il
Bologna con tripletta di Beppe Signori, scandalosa
prova degli azzurri condizionati da una prestazione
a dir poco imbarazzante del giovane Coppola,
discusso e non sostenuto dalla società
che ha invece appena provveduto ad ingaggiare
l'esperto portiere Francesco Mancini dal Bari.
Il Napoli è nel caos: la società
dà segni di contrasti, i tifosi contestano,
Vidigal e Stellone si infortunano gravemente
e dovranno dire addio alla stagione, il giovane
Coppola, ormai bruciato e sulla bocca di tutti,
viene ceduto proprio al Bologna, e continuano
ad arrivare giocatori nuovi con gli argentini
Pineda per la fascia sinistra dall'Udinese
e il nazionale Husain dal River Plate (per
sostituire Vidigal). Nonostante i nuovi innesti
il Napoli stenta: pareggio con il Lecce (1-1)
sconfitta con il Vicenza (1-2), pareggio con
il Perugia (1-1) e Zeman riceve il benservito.
Proprio nel momento in cui le cose sembravano
migliorare dal punto di vista del gioco, l'allenatore
dei miracoli di Foggia viene esonerato e viene
sostituito da un tecnico dall'opposta filosofia:
Emiliano Mondonico. Esordio proprio contro
la "sua" Atalanta e ancora pareggio
(0-0), sconfitta contro il Milan a San
Siro (1-0) e finalmente la prima vittoria,
alla nona giornata, in casa contro il Bari
(1-0 gol di Amoruso). Una squadra inconcludente
ed incostante riesce a raccogliere 12 punti
in 8 partite, ritrovandosi al quart'ultimo
posto in classifica dopo 14 giornate di campionato,
nonostante alcuni incredibili risultati come
il 6-2 sulla Reggina, il 2-1 in trasferta
contro la Lazio di Veron, Nedved e Crespo.
La preoccupazione generale di tutto l'ambiente
partenopeo viene tuttavia trasformata in grande
gioia per l'inaspettata notizia dell'acquisto
del fuoriclasse brasiliano Edmundo, alla riapertura
del mercato di gennaio. Assieme al brasiliano,
noto a tutti come "O'Animal" per
il suo carattere non proprio "docile",
viene ingaggiato un altro portiere, Alberto
Fontana, e viene sfoltita la rosa con le cessioni
"minori" dei vari Di Vicino, Ciro
Caruso, Russo, e il giovane brasiliano Paquito.
Le aspettative dopo l'arrivo del campione
brasiliano, arrivato a parametro zero ma costato
ben 6 miliardi di solo ingaggio per 6 mesi,
sono altissime. Proprio dal nuovo giocatore
azzurro, già tesserato dalla Fiorentina
dal '98 al '99 (37 partite e 12 gol in una
stagione e mezza con la maglia viola), arrivano
improbabili proclami di "zona Champions"
che lasciano tutta la città tra l'esaltato,
il divertito e l'incuriosito. Tuttavia Edmundo
non si allena da 1 mese a causa della conclusione
del campionato brasiliano da cui proviene,
e in effetti si vede. Il giocatore è
lento e prevedibile e non riesce praticamente
mai a mettere in mostra tutta la sua classe
e le sue indubbie qualità. Appena 4
vittorie, 7 pareggi e 8 sconfitte con il brasiliano
in campo condannano gli azzurri al penultimo
posto dopo la penultima giornata, con una
classifica incredibile che vede Lecce, Reggina
e Verona a 34 punti, Vicenza e Napoli a 33
e il già retrocesso Bari a 20. Si gioca
tutto all'ultima giornata: il Napoli gioca
contro la Fiorentina dell'ex Edmundo. Gol
di Amoruso al 47', pareggio di Nuno Gomes
all'83' e rete decisiva al 95' proprio di
Edmundo che scarta come birilli dei non troppo
"convinti" giocatori avversari e
sigla il gol della vittoria azzurra. Sugli
altri campi succede l'incredibile: il Lecce
batte 2-1 la Lazio, la Reggina batte 2-1 il
Milan, il Verona batte 2-1 il Perugia, e il
Vicenza batte 3-2 l'Udinese. Il Napoli retrocede
di nuovo in serie B. E' la sesta retrocessione
della sua storia. Epilogo al veleno di fine
campionato con le pesanti accuse di Corbelli
nei confronti di Verona e Parma, ree di essersi
messe d'accordo per favorire la salvezza del
Verona del presidente Pastorello, ex presidente
del Parma e ancora in più che ottimi
rapporti con la società emiliana, e
con la vergognosa gestione del caso "passaportopoli"
che vedrà pressoché impunite
le squadre che utilizzarono giocatori extracomunitari
tesserati come comunitari attraverso l'utilizzo
di passaporti falsi.
2001-02
: Di nuovo serie B. Nuovo campionato,
nuovo allenatore. Arriva Gigi De Canio (ex
Udinese) che però, sin dal primo giorno
di ritiro a Brusson, chiede alla Società
altri giocatori ritenendo la squadra da completare
in quanto "non omogenea". Tra gli
arrivi si segnalano i tre difensori Villa,
Luppi e Mauro Bonomi, che diventeranno ben
presto un trio insostituibile per la retroguardia
azzurra. Per il centrocampo arrivano soltanto
Bigica, Cristiano (che giocheranno pochissime
volte), Ametrano e il giovane brasiliano Montezine,
nella speranza però di ricevere un
contributo decisamente più consistente
rispetto all'anno precedente da parte di Husain
e soprattutto Vidigal, in attesa di rientrare
dopo il brutto infortunio al ginocchio dell'inizio
della stagione 2000-01. In attacco arrivano
il giovane e promettente Mattia Graffiedi
in prestito dal Milan e Massimo Rastelli dal
Piacenza, mentre, a gennaio, arrivano gli
"inutili" Artistico, Pavon ed Esteban
Lopez, quest'ultimi due provenienti dall'Udinese
come parziale contropartita tecnica per la
cessione di Marek Jankulovski, che l'anno
dopo viene ceduto ai friulani per altri 6
miliardi e la metà del cartellino del
brasiliano Fabio Cesar Montezine: operazione
di grandissimo spessore condotta dall'allora
Ds friuliano Pierpaolo Marino. Purtroppo anche
quest'anno l'inizio di stagione è pessimo,
anche per la perdurante indisponibilità
di alcuni degli uomini migliori (Vidigal,
Stellone, Moriero, Sesa, etc). Ma un ciclo
di cinque vittorie consecutive, tra dicembre
e gennaio, riporta la squadra quasi in zona
promozione, dopo aver recuperato ben 9 punti
alla Reggina quarta in classifica. Decisiva
diventa la 33ª giornata proprio con il
match clou contro i calabresi di Colomba,
quarti in classifica con 2 punti di vantaggio
sul Napoli. Una eventuale vittoria significherebbe
sorpasso e probabile promozione ma in un San
Paolo gremito da 80.000 spettatori, il Napoli
non riesce a scardinare la strenua difesa
della Reggina che a sua volta riesce a strappare
un pareggio per 1-1, agevolata anche dai gravi
errori in zona gol di Rastelli, che nel calciomercato
successivo verrà ceduto proprio alla
squadra amaranto. Svaniscono così praticamente
tutti i sogni di promozione e ci si costringe
a forza ad accettare l'idea di restare ancora
in serie B.
In questo campionato, nel quale la squadra
di De Canio ha comunque ottenuto un rispettabile
5° posto con 61 punti, le vicende societarie
hanno vissuto momenti particolarmente critici,
con la travagliata e storica "liquidazione"
di Ferlaino, con l'arresto di Giorgio Corbelli,
con la nomina di un Amministratore Giudiziario,
Gustavo Minervini, per il concreto rischio
di fallimento, ed infine con l'intervento
dell'imprenditore alberghiero napoletano Salvatore
Naldi intenzionato a rilevare la società.
2002-03
: Nuovo cambio di allenatore. Arriva
Franco Colomba fresco di promozione in Serie
A con la Reggina. L'attenzione di tutti per
quest'avvio di stagione è rivolta ancora
alle vicende societarie. Salvatore Naldi è
infatti il nuovo proprietario e Presidente
della Società Sportiva Calcio Napoli.
Nuovo è anche il Direttore Generale,
Giampiero Marchetti, ma con un'operatività
limitata (essendo il Napoli classificato in
fascia B dalla Covisoc, non può acquistare
giocatori se prima non ne vende). L'attuale
rosa del Napoli è però poco
richiesta sul mercato per cui, al momento,
soltanto trattative, contatti, ma nessun rinforzo
per la squadra di Colomba, ad eccezione di
Dionigi (scambio con la Reggina con Rastelli)
ed il 2° portiere Storari (scambio di
comproprietà con l'Ancona con Roccati).
Nonostante le solite giustificazioni e i soliti
alibi che accompagnano le ultime tribolate
stagioni azzurre, per le pessime prestazioni
della squadra e la pericolosissima posizione
di classifica, il 14 dicembre viene esonerato
Franco Colomba. Al suo posto viene ingaggiato
il "Professore" Franco Scoglio che
pretende 6 innesti di "qualità"
e viene accontentato con l'ingaggio di Rubens
Pasino fantasista del Modena, Gonzalo Martinez
esterno destro dell'Udinese, Maurizio D'Angelo
difensore centrale del Chievo, Alberto Savino
difensore centrale del Lecce, Dario Marcolin
regista del Piacenza e Francesco Montervino
mediano dell'Ancona. Tra i partenti da segnalare
l'addio dell'argentino Husain, giocatore dal
rendimento sicuramente al di sotto delle aspettative
iniziali, Claudio Ferrarese, l'unico giocatore
che aveva dimostrato di sapere saltare l'uomo
e "rischiare" di fare qualche cross
a centro area, e Marco Storari, scambiato
ancora, stavolta con il Messina, per Emanuele
Manitta. Nonostante i buoni innesti e qualche
buon risultato iniziale la squadra di Scoglio
ripiomba nelle parti basse della classifica
e la situazione si fa talmente critica che
i dirigenti decidono di esonerare anche il
Professore di Lipari e richiamare addirittura
Colomba che dal 9 marzo ritorna sulla panchina
azzurra. Il Napoli si salverà solo
all'ultima giornata con 45 punti e tante ansie
e paure, ottenendo il peggior risultato di
tutta la sua storia con il 15° posto in
serie B.
2003-04
: Andrea Agostinelli, reduce da due
esoneri consecutivi con Ternana e Piacenza,
è il nuovo allenatore del Napoli. Tuttavia,
come in tutti gli ultimi anni, l'attenzione
dei tifosi nel precampionato è rivolta
non soltanto alla campagna di rafforzamento
della squadra, ma anche alle problematiche
finanziarie che riguardano la possibile esclusione
dal campionato per motivi economici della
società partenopea. Inoltre l'estate
2003 è caratterizzata dalla "vicenda
Catania", con i ripetuti interventi della
magistratura ordinaria che ha più volte
riammesso o escluso la squadra siciliana del
vulcanico presidente Gaucci, dalla Serie B.
Comunque il 31 luglio vengono varati i calendari
di serie A e B con quest'ultima a 20 squadre
ed il Catania in C1; poi, a seguito delle
sentenze dei TAR di Catania, Palermo e Reggio
Calabria che ordinano la riammissione del
Catania in serie B, il Governo emana un Decreto
Legge cosiddetto "salvacalcio" che
conferisce maggiori poteri alla FIGC e attribuisce
al solo TAR del Lazio le competenze in materia
sportiva. Pertanto, il giorno dopo, la FIGC
decide l'allargamento della serie B a 24 squadre
"ripescando" oltre al Catania, anche
le due retrocesse Genoa e Salernitana (il
Cosenza è stato comunque retrocesso
per problemi finanziari) ed addirittura la
Fiorentina fatta prima fallire e poi spedita
in C2 e ora, neo promossa in C1, ripescata
addirittura in serie B per cosiddetti "meriti
sportivi". Riguardo la campagna rafforzamento
della squadra, il nuovo Direttore sportivo
Giorgio Perinetti, molto legato a casa Moggi,
riesce a concludere una serie di trasferimenti
tra i più validi degli ultimi anni:
dopo la risoluzione del contratto con Saber
e le cessioni di D'Angelo, Martinez, Savino,
Mancini, Villa, Pavon, Troise, Baldini e perfino
Stellone, unico vero pezzo pregiato del mercato
azzurro, arrivano i portieri Brivio ed Argentati,
i difensori Carrera, Portanova, Zamboni, Sogliano
e Cvitanovic; i centrocampisti Zanini (migliore
giocatore della serie B del 2002-2003), Bernini,
Olive, Montesanto e gli attaccanti Max Vieri
e Gianluca Savoldi.
La stagione azzurra parte subito male con
un amaro e tragico evento verificatosi in
occasione del derby campano Avellino-Napoli:
la partita non verrà mai disputata
(3-0 a tavolino a favore degli irpini) a causa
dell'invasione di campo da parte dei tifosi
napoletani, e scontri con le forze dell'ordine,
a seguito di una convulsa e agitata situazione
che ha portato alla morte di un giovane sostenitore
azzurro: Sergio Ercolano, caduto da un parapetto.
Dopo questi tristi e scoraggianti avvenimenti,
il Napoli è costretto a giocare cinque
partite a porte chiuse lontano dal San Paolo,
presso lo Stadio di Campobasso. Alla 14ª
giornata, dopo 12 gare disputate, 1 sola vittoria
e 13 punti totalizzati, il Presidente Salvatore
Naldi decide di esonerare Andrea Agostinelli.
Al suo posto viene ingaggiato l'esperto Gigi
Simoni, già allenatore della squadra
azzurra nel campionato 1996-97, che riesce
a portare una squadra incompleta, sfortunata
e discontinua, ad una tranquilla salvezza,
anche se con alti e bassi nel rendimento complessivo.
Si chiude con un altro risultato negativo:
14° posto in serie B e una situazione
societaria drammatica fatta di milioni di
euro di debiti, stipendi arretrati e non pagati,
giocatori in subbuglio, nuovi potenziali acquirenti
più o meno inventati e puntualmente
ritiratisi, crediti bancari negati, lettere
di messa in mora, lotte interne alla società
e un presidente poco scaltro, abbandonato
al suo triste destino da tutto l'ambiente
circostante, che finisce col dare le dimissioni
lasciando presagire l'avverarsi di quella
"sciagura sportiva" che si chiama
fallimento.
2004-05
: Il 2 agosto 2004 la Società
Sportiva Calcio Napoli S.p.a. viene dichiarata
fallita. Il 7 settembre 2004 la curatela fallimentare
sottoscrive una "transazione" con
la FIGC in base alla quale il titolo sportivo
della vecchia e gloriosa società azzurra
viene attribuito alla nuova Società
Napoli Soccer S.p.a. del facoltoso imprenditore
romano Aurelio De Laurentiis, al prezzo di
circa 31 milioni di Euro. La nuova società
viene iscritta al campionato di Serie C1 girone
B. Il nuovo presidente, capitolino di nascita
ma con origini familiari tutte partenopee,
ingaggia come direttore sportivo il valente
e affidabile Pierpaolo Marino, già
presente in società ai tempi d'oro
di Diego Armando Maradona. La FIGC concede
una proroga alla neonata società azzurra
riaprendo il calciomercato esclusivamente
in funzione del Napoli per consentire ai nuovi
dirigenti di allestire la squadra. In 15 giorni
il Direttore Generale Marino costruisce dal
nulla la sua rosa. Le condizioni operative
sono a dir poco singolari e limitative: il
calciomercato è aperto solo per il
Napoli e le altre squadre non possono cedere
gli elementi più preziosi e che farebbero
più comodo ai partenopei, perché
non avrebbero come rimpiazzarli. Il nuovo
dirigente azzurro non può allora che
limitarsi all'acquisto di giocatori in sovrannumero
delle altre società. Nel ritiro di
Paestum arrivano giocatori ora dopo ora in
un clima davvero surreale dove mancano persino
i palloni per giocare. Vengono tesserati:
i due portieri Belardi e Gianello, i giovani
Abate e Pozzi in prestito dal Milan, Simone
Bonomi, Accursi e il diciottenne Terzi, tutti
da squadre di serie A. Vengono poi ingaggiati
Ignoffo (appena retrocesso in serie B con
il Perugia, Scarlato, l'ex promessa del vivaio
azzurro andato via dal Napoli 5 stagioni prima,
Savino, già rinforzo di gennaio del
2003, Mora terzino sinistro del Napoli della
promozione in A 99-00 targata Novellino, il
talentuoso brasiliano Toledo, la giovane promessa
Gatti, l'altro brasiliano Leandro, lo svedese
Corneliusson, il promettente attaccante scuola
lazo Emanuele Berrettoni, il centrocampista
Corrent, l'ex mediano azzurro Montervino,
la punta del Treviso Varricchio, ma soprattutto
l'attaccante argentino Sosa, protagonista
della promozione in A del Messina e con un
passato in serie A nelle file dell'Udinese
fatto di 33 reti nella massima serie. Dalla
defunta società vengono inoltre re-ingaggiati
il mediano Montesanto e la giovane punta Gennaro
Esposito, napoletano, prodotto del vivaio
azzurro. La panchina viene affidata a Giampiero
Ventura che però è costretto
ad amalgamare una rosa decisamente incompleta,
dove mancano giocatori di personalità
e probabilmente la mentalità giusta
per affrontare una categoria pressoché
sconosciuta a tutti (giocatori, piazza, tecnico,
stampa, dirigenza). Il Napoli di Ventura riesce
a conquistare 27 punti in 19 giornate con
appena 7 vittorie, 6 pareggi e 6 sconfitte,
determinanti per l'esonero del primo storico
tecnico del Napoli Soccer, sostituito, come
accaduto un anno prima a Cagliari da Edy Reja.
Nel calciomercato di gennaio si corre ai ripari
e la squadra viene completamente rivoluzionata
con le partenze dei deludenti Berrettoni,
Belardi, Savino, Leandro, Pozzi e Toledo.
Parte anche Varricchio, attaccante generoso,
autore comunque di 4 reti. Sul fronte arrivi
Pierpaolo Marino, ricevuta carta bianca dal
suo presidente, decide di puntare su di un
gruppo di giocatori dalla serie A, come il
giovane attaccante brasiliano Pià e
l'esterno napoletano Carmine Gautieri dall'Atalanta,
e l'esperto regista della Fiorentina Gaetano
Fontana; su un folto gruppo di giocatori di
serie B, come la grande promessa del Pescara
Emanuele Calaiò, costato 3 milioni
di euro e seguito da tantissimi club di serie
A, il fantasista attaccante esterno dell'Ascoli
Marco Capparella, il difensore centrale e
capitano del Venezia David Giubilato, il terzino
destro del Catanzaro Gianluca Grava e il giovane
portiere belga Renard, acquistato dallo stesso
Marino nel 99-00 per l'Udinese; e infine su
due giocatori di categoria messisi in luce
proprio nelle partite contro il Napoli, il
centrocampista di tecnica e fantasia Luigi
Consonni proveniente dalla Spal e il roccioso
difensore centrale del Chieti Tommaso Romito.
Curiosa la storia dell'acquisto di Carmine
Gautieri, napoletano di nascita e di fede,
inseguito dalla vecchia società quasi
tutti gli anni, che finalmente riesce a coronare
il suo sogno di giocare nel suo Napoli giocando
tuttavia appena 5 partite, realizzando peraltro
un gol, prima di decidere di accordarsi con
il Piacenza prima della chiusura del mercato
invernale poiché sentitosi “tradito”
e poco stimato dalla società a causa
dell'acquisto di Capparella che gli avrebbe
sicuramente conteso la maglia. Con la nuova
squadra e il nuovo tecnico il Napoli infila
una incredibile serie di risultati positivi
fatta di 10 vittorie, 4 pareggi e appena 1
sconfitta subita purtroppo proprio dall'Avellino
diretto avversario per la promozione. Con
il migliore rendimento nel girone di ritorno
tra tutte le squadre del campionato, il Napoli
chiude la regular season al 3° posto con
61 punti, appena 3 in meno dell'Avellino secondo
ma con un distacco di ben 9 punti dal Rimini
capolista, autore di una stagione a dir poco
incredibile, fatta di 70 punti, 19 vittorie,
13 pareggi e appena 2 sconfitte.
Gli azzurri si giocano dunque il secondo posto
utile per la promozione attraverso i play-off
dove incontrano la Sambendettese quarta. L'andata
a San Benedetto finisce 1-1 con reti dell'uruguaiano
Bogliacino (già a segno contro gli
azzurri in campionato) e l'insperato pareggio
al 93' di Capparella. Al ritorno ancora Capparella
e Sosa su rigore regalano alla squadra azzurra
la finale play-off proprio contro l'Avellino,
l'unica squadra capace di battere il Napoli
nel girone di ritorno. L'andata si gioca al
San Paolo: mister Reja lascia Calaiò
in panchina puntando tutto sull'ottimo stato
di salute di Sosa e confermando Capparella,
determinante nelle due precedenti sfide. La
partita finisce comunque 0-0 con l'Avellino
a cui basterebbe un pareggio in casa per ottenere
la promozione. Allo stadio Partenio ci si
aspetta una magica giornata azzurra ed invece
il Napoli butta letteralmente al vento tutti
i sogni di promozione regalando un gol, un
rigore e un'espulsione con due gravissime
disattenzioni e divorandosi occasioni su occasioni
sia prima che dopo i gol avellinesi, in particolare
con Capparella, lo stesso giocatore che quella
finale di play-off l'aveva conquistata con
2 gol in 2 partite. La sera stessa, nell'amarezza
e nella delusione più totale, in una
strana atmosfera di incredulità e sconforto
generale per dover affrontare un altro campionato
di serie C, il Presidente De Laurentiis non
si perde d'animo, rinnova la fiducia al tecnico,
che aveva promesso di lasciare in caso di
non promozione, e lo convince a restare mettendosi
subito al lavoro per costruire un progetto
vincente per l'anno seguente. Nel frattempo
la grandissima delusione viene solo in parte
mitigata dalle insistenti voci che danno il
Napoli sicuro "ripescato" in serie
B a causa di fallimenti e problemi societari
di molte squadre delle categorie superiori.
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