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Bari |
3 |
Chievo |
3 |
Genoa |
3 |
Milan |
3 |
Parma |
3 |
Sampdoria |
3 |
Napoli |
1 |
Bologna |
1 |
Cagliari |
1 |
Cesena |
1 |
Fiorentina |
1 |
Inter |
1 |
Palermo |
1 |
Roma |
1 |
Brescia |
0 |
Catania |
0 |
Juventus |
0 |
Lazio |
0 |
Lecce |
0 |
Udinese |
0 |
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Bari |
Juventus |
1-0 |
Bologna |
Inter |
0-0 |
Chievo |
Catania |
2-1 |
Fiorentina |
Napoli |
1-1 |
Milan |
Lecce |
4-0 |
Palermo |
Cagliari |
0-0 |
Parma |
Brescia |
2-0 |
Roma |
Cesena |
0-0 |
Sampdoria |
Lazio |
2-0 |
Udinese |
Genoa |
0-1 |
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| Brescia |
Palermo |
| Cagliari |
Roma |
| Catania |
Parma |
| Cesena |
Milan |
| Genoa |
Chievo |
| Inter |
Udinese |
| Juventus |
Sampdoria |
| Lazio |
Bologna |
| Lecce |
Fiorentina |
| Napoli |
Bari |
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a
cura di: Valerio Rossano e Pietro Gentile
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| 1930:
fu inaugurato lo stadio Ascarelli, un gioiello da
35'000 posti. E' su questo campo che Attila Sallustro
conosce i suoi momenti di gloria. |
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| 1930-31:
Viene nominato presidente l'On. Giovanni
Maresca di Serracapriola che porta a Napoli il forte
mediano, ex Torino, Emilio Colombari, soprannominato
"O Banco e Napule" a causa dell'alta cifra
spesa per il suo ingaggio da parte del presidente
azzurro. Questa resterà come una delle migliori
stagioni dell'epoca. Alla fine del girone d'andata
il Napoli riesce ad arrivare addirittura secondo.
Ma Sallustro fu richiamato alle armi e gli azzurri
finirono sesti. Vojack segnò ben 20 reti.
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| 1931-32:
Non si riesce a ripetere quanto di buono fatto l'anno
precedente e si chiude la stagione con un mediocre
9° posto in classifica con 35 punti all'attivo.
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| 1932-33:
La società conduce una dispendiosa campagna
acquisti che rischiò di mandarla in rovina.
Salvata dall'Ing. Vincenzo Savarese, l'Associazione
Calcio Napoli si ritrova una grande squadra che
si piazza addirittura al 3° posto, nonostante
le prestazioni a corrente alternata per "questioni
di cuore" del gioiello Sallustro. La qualificazione
alla Coppa Europa sfugge per un niente a causa della
peggiore differenza reti rispetto al Bologna. A
fine campionato lo stadio Ascarelli chiude momentaneamente
i battenti per lavori di ampliamento. La stagione
successiva verrà disputata nello stadio del
Vomero. |
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| 1933-34:
E' l'anno della prima storica qualificazione europea.
Viene acquistato Rosetti dal Torino e gli azzurri
si presentano tra i favoriti ai nastri di partenza.
La stagione comincia male ma poi, attraverso una
lunga serie di risultati positivi con l'attaccante
Vojack mattatore, la squadra risale nei quartieri
alti della classifica fino a raggiungere il 3°
posto con 46 punti, alle spalle di Inter e Juventus.
46 reti segnate e 30 subite. Il primo turno della
Coppa Europa porta come avversario gli austriaci
dell'Admira Vacher. Il Napoli, dopo un pareggio
casalingo per 2-2 perde 5-0 in trasferta a Zurigo
e viene eliminato. A Sallustro furono addirittura
tolti i gradi di capitano. |
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| 1934-35:
Il Campionato viene ridimensionato da 18 a 16 squadre.
Il Napoli acquista l'attaccante argentino Stabile,
ex Genoa e il mitico portiere Cherry Sentimenti,
proveniente dal Modena. Si chiude al 7° posto
con soli 29 punti, una grossa delusione dopo l'annata
precedente. Garbut decide di lasciare dopo anni
di onorata militanza e con lui anche il grande cannoniere
Vojack, 102 reti in azzurro in 5 stagioni. |
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| 1935-36:
Il nuovo allenatore è l'ungherese Csapkay
che però non riesce a portare gli azzurri
oltre un misero 8° posto in condominio con Milan,
Alessandria e Genoa. Questa fu l'ultima annata di
Cavanna, 152 presenze e sette campionati in azzurro.
La situazione finanziaria intanto comincia a precipitare.
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| 1936-37:
Su pressioni della Federazione fu il Comandante
Achille Lauro, armatore sorrentino da circa un anno
al fianco di Savarese quale vice-presidente, a prendere
in mano la situazione. Il 15 marzo del 1936 viene
nominato Presidente del Napoli. Di tasca propria,
Lauro coprì il deficit societario con 300.000
lire dell'epoca. Allontanato Csapkay, per la panchina
viene chiamato Angelo Mattea dal Messina. I risultati,
naturalmente, furono figli della situazione contingente
e il Napoli chiuse al 13° posto in classifica,
peggior piazzamento raggiunto dall'inizio del girone
unico. E' l'ultima stagione di Attila Sallustro
nel Napoli, allontanato dal nuovo presidente dopo
259 partite e 107 gol in azzurro. |
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| 1937-38:
Arrivano Nereo Rocco e Pretta. Oltre a
Rocco, futuro "il paròn", nel Napoli
c'è un altro grande giocatore, Pippone Innocenti.
La squadra va male e Mattea viene sostituito dal
magiaro Payer, che conduce la squadra alla salvezza
chiudendo al 10° posto. Questo risultato non
fu accolto positivamente dal Comandante che mise
in lista di sbarco anche Buscaglia, 236 gettoni
in azzurro per lui. |
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| 1938-39:
Viene ingaggiato dalla Lucchese il giovane attaccante
e ben presto nuovo idolo delle folle, Italo Romagnoli
per 155.000 lire. Vengono inoltre tesserati il mediano
Piccinni, e la mezz'ala Gramaglia, che a fine carriera
metterà insieme 273 partite con il Napoli.
Payer in panchina fu supportato da Iodice e il Napoli
concluse la stagione al 5° posto, superando
per la prima volta nella storia la blasonatissima
Juventus nella classifica finale, e ottenendo anche
una storica vittoria sul campo dell'Ambrosiana per
2-1. |
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1939-40:
La società è in pieno dissesto
finanziario. Lauro ingaggia il tecnico Adolfo
Baloncieri che riusce ad ottenere la salvezza
solo grazie ad una migliore differenza reti rispetto
all'allora Liguria. Ventiquattro punti totalizzati
e 14° posto in classifica. |
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