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Bari |
3 |
Chievo |
3 |
Genoa |
3 |
Milan |
3 |
Parma |
3 |
Sampdoria |
3 |
Napoli |
1 |
Bologna |
1 |
Cagliari |
1 |
Cesena |
1 |
Fiorentina |
1 |
Inter |
1 |
Palermo |
1 |
Roma |
1 |
Brescia |
0 |
Catania |
0 |
Juventus |
0 |
Lazio |
0 |
Lecce |
0 |
Udinese |
0 |
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Bari |
Juventus |
1-0 |
Bologna |
Inter |
0-0 |
Chievo |
Catania |
2-1 |
Fiorentina |
Napoli |
1-1 |
Milan |
Lecce |
4-0 |
Palermo |
Cagliari |
0-0 |
Parma |
Brescia |
2-0 |
Roma |
Cesena |
0-0 |
Sampdoria |
Lazio |
2-0 |
Udinese |
Genoa |
0-1 |
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| Brescia |
Palermo |
| Cagliari |
Roma |
| Catania |
Parma |
| Cesena |
Milan |
| Genoa |
Chievo |
| Inter |
Udinese |
| Juventus |
Sampdoria |
| Lazio |
Bologna |
| Lecce |
Fiorentina |
| Napoli |
Bari |
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a
cura di: Valerio Rossano e Pietro Gentile
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| 1950-51:
La Paz viene ceduto all' Olimpique di Marsiglia.
La campagna acquisti porta un giocatore di altissimo
livello. Viene infatti tesserato il grande Amadeo
Amadei, "il fornaretto", ex Inter e Roma
che giunge all'ombra del Vesuvio insieme al portiere
Bepi Casari. Come centromediano viene acquistato
il laziale Remondini. Sulla panchina viene ovviamente
confermato Monzeglio. Un altro tragico evento scuote
l'ambiente partenopeo. Il 22 Febbraio del 1951 muore
il presidente Musollino, stroncato da un infarto.
Tre giorni dopo i suoi ragazzi gli dedicano la vittoria
di Marassi sul Genoa. Nonostante la perdita del
proprio presidente gli azzurri raggiungono un bellissimo
6° posto finale con 41 punti totalizzati e 11
reti a testa per Amadei e Krieziu. |
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| 1951-52:
Alfonso Cuomo viene nominato come nuovo
presidente e Achille Lauro, nelle vesti di finanziatore,
diventa presidente onorario. Il Comandante acquista
il mediano Castelli, ex Genoa, per la rilevante
cifra di 40 milioni. Vengono acquistati in quell'estate
anche Comaschi e Scopigno. La stagione è
tutto sommato positiva, nonostante risultati un
pò altalenanti. Il Campionato si chiude di
nuovo al 6° posto, ad appena 1 punto di distanza
dalle due quarte. Capocannoniere della squadra azzurra
è Astorri con 13 reti. |
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| 1952-53:
Achille Lauro, sempre più padre-padrone della
società, acquista un centravanti svedese
inseguito da mezza Italia calcistica: si tratta
di Hasse Jeppson dell'Atalanta, pagato la bellezza
di 105 milioni, 30 dei quali incassati dal calciatore.
Con Jeppson arriva un altro acquisto di lusso, il
guizzante Bruno Pesaola. Il numero di squadre partecipanti
al torneo viene portato a 18. Il primo gol del centravanti
svedese arriva dopo 4 partite, in casa dell'Inter,
dove tuttavia il Napoli viene sconfitto per 5-1.
Due risultati storici restano però impressi
nelle memorie, il 4-2 rifilato al grande Milan del
trio "Gre-No-Li" (Gren, Nordahl, Liedholm),
e la vittoria per 3-2 in rimonta sulla Juventus,
con reti firmate da Pesaola, Jeppson e Amadei. E'
una stagione esaltante. il Napoli finisce 4°
con 41 punti, ad appena 2 punti dal Milan, 4 dalla
Juventus e 6 dall'Internazionale Campione d'Italia.
Con 53 gol realizzati è il 3° miglior
attacco del campionato dopo Juventus e Milan, addirittura
migliore dell'Inter campione. Jeppson segna 14 reti
così come il compagno di reparto Vitali.
Anche il reparto difensivo non demerita, risultando
il 5° migliore del campionato, con 43 reti subite
in 34 partite. |
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| 1953-54:
Unici acquisti di rilievo del mercato estivo sono
il jolly Ceccarelli e il grande portiere Ottavio
Bugatti che sostituisce Casari rimandato al mittente.
Ancora Monzeglio in panchina a guidare un torneo
che resterà a 18 squadre fino al campionato
'67-'68, quando verrà ridimensionato a 16
squadre. Degni di nota sono la vittoria per 2-1
contro l'Inter Campione d'Italia di Ghezzi, Brighenti
e Skoglund, con una doppietta proprio di Ceccarelli.
Il derby del Sud contro la Roma vinto di misura
grazie al gol dall'ex di turno Amadei. Un 6-3 contro
l'Atalanta, un 5-1 contro il Novara e una differenza
reti singolare: un gol segnato in meno dell'ultima
stagione e 5 in meno subiti. Nonostante un miglioramento
dei numeri il Napoli finisce 5° con 38 punti,
3 in meno della stagione precedente, alle spalle
di Internazionale, Juventus, Milan e Fiorentina.
L'Internazionale è ancora Campione d'Italia.
Da segnalare una grande stagione di Jeppson, autore
di 20 reti, appena 3 in meno del capocannoniere
Nordhal. |
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| 1954-55:
Arrivano il mediano Posio dal Brescia ed il centromediano
Trerè dalla Roma. La squadra non parte bene
e mister Monzeglio minaccia a più riprese
di dimettersi. Dopo un periodo opaco Jeppson torna
ai suoi livelli e riprende a segnare. Migliorano
le prestazioni di tutta la squadra. I vari Amadei,
Comaschi, Posio, Ciccarelli, Pesaola, il vecchio
Viniey e lo stagionato Gramaglia, giunto all'undicesima
ed ultima stagione in azzurro (273 in totale le
sue presenze con il Napoli), contribuirono alla
conquista di un tutto sommato positivo 6° posto
con ancora 38 punti realizzati. La soddisfazione
maggiore deriva dal 4-1 inflitto all'Internazionale
Campione di Italia e dall'aver chiuso il campionato
con 1 punto in più della Juventus e 2 in
più degli stessi ex Campioni d'Italia dell'Internazionale.
E' la prima volta nella storia del Dopoguerra che
il Napoli chiude un campionato davanti ai bianconeri.
L'altro ed unico precedente risale addirittura alla
stagione '38-'39. Era già successo invece
con la squadra milanese nella stagione '46-'47.
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| 1955-56:
Arriva un grande campione: Luis Vinicio, soprannominato
"O'Lione". Costo dell'operazione: 60 milioni.
Primo gol con la maglia del Napoli dopo 40 secondi
dal fischio di inizio della prima partita ufficiale,
Napoli-Torino 2-2 con doppietta dell'asso brasiliano.
La nuova coppia di bomber Vinicio-Jeppson si fa
attendere ma al suo esordio contro la Pro-Patria
fa registrare un larghissimo 8-1 per gli azzurri.
Di questa stagione si ricorda anche lo scandaloso
arbitraggio del direttore di gara Maurelli nel 3-3
contro il Bologna che porta all'invasione di campo
del pubblico inviperito. Nel complesso tutto l'ambiente
non era tranquillo e all'interno dello spogliatoio
qualcosa si ruppe tra la squadra e il tecnico Monzeglio,
tanto che, dopo la sconfitta contro l'Inter, viene
esonerato il tecnico che nelle 6 stagioni precedenti
aveva portato al Napoli una promozione, un quarto
posto, un quinto posto e 3 piazzamenti al sesto
posto, risultati storici se pensiamo all'incredibile
divario tecnico che divideva, soprattutto nei primi
anni, le grandi squadre del nord dal resto del paese.
La squadra viene affidata ad Amadei, il più
vecchio fra i calciatori. Si chiude al 14° posto
con 32 punti, anche se, a dire il vero, sono solo
2 punti a separare gli azzurri dall'8° posto
e addirittura appena 3 che li tengono lontani dal
6° posto raggiunto nella stagione precedente.
Capocannoniere della squadra è Vinicio che
segna ben16 reti. Appena 8 i centri di Jeppson. |
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| 1956-57:
Viene ceduto Jeppson al Torino. Dall'Atalanta
arriva Brugola. Le redini della squadra restano
in mano ad Amadei. Da ricordare la vittoria a Roma
contro i giallorossi per 3-1 con doppietta del solito
Vinicio e la vittoria per 5-3 contro il Milan che
alla fine risulterà Campione d'Italia. Ancora
una volta 32 punti realizzati ma questa volta il
Napoli arriva 11° ma paradossalmente ad appena
4 punti dal 4° posto. Capocannoniere della squadra
ancora Vinicio, che si migliora realizzando ben
18 reti. |
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1957-58:
Dopo 7 stagioni viene consegnata la lista
a Granata, 169 partite in azzurro. Tra gli acquisti,
da segnalare quello di Dolo Mistone.
La squadra viene ancora affidata ad Amadeo Amadei.
Stagione esaltante che vede gli azzurri vincere
4-1 contro l'Alessandria, 4-2 contro l'Atalanta,
3-1 contro la Fiorentina, 4-0 contro il Genoa, 1-0
doppio contro l'Inter, sia in casa che in trasferta,
4-3 all'andata e 3-1 al ritorno contro la Juventus
prossima a vincere il titolo, 4-0 contro il Padova
e 6-0 contro il Verona. Unica macchia di rilievo,
la sconfitta per 7-0 contro l'Udinese. Il Napoli
comunque è una macchina da gol. Ne segna
addirittura 65 in tutto il campionato, 21 dei quali
realizzati dal suo bomber di razza, Luis Vinicio.
Quello del Napoli risulterà infatti essere
il migliore attacco del campionato, secondo solo
alla Juventus Campione d'Italia. Proprio del 4-3
di Torino contro la Juventus si ricorda uno strepitoso
Bugatti e le reti di Vinicio, Novelli e Di Giacomo
che hanno consentito agli azzurri di battere la
"Vecchia Signora". Era un grande Napoli
ma le due sconfitte subite nelle ultime tre gare
di campionato, condannarono la compagine di Amadei
al quarto posto con 40 punti, distanti comunque
ben 11 punti dai bianconeri neo Campioni d'Italia. |
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| 1958-59:
Per la nuova stagione viene ingaggiato
il carioca Del Vecchio per fare coppia con Vinicio.
Amadei è ancora confermato in panchina dopo
gli ottimi risultati dell'anno precedente. I presupposti
per ripetersi e migliorarsi ci sono tutti. Tuttavia
il tandem offensivo non funziona e i risultati stentano
ad arrivare. La panchina di Amadei non è
più così stabile. Pesantissime le
sconfitte per 4-1 contro la Fiorentina, 6-1 contro
il Milan prossimo Campione d'Italia, e addirittura
8-0 contro la Roma. Anche la Sampdoria dell'ex tecnico
Monzeglio riesce a sbancare il Vomero vincendo per
3-2. La stagione è deludente. Si chiude comunque
al 7° posto con 34 punti, insieme a Vicenza
e Padova ma con una peggiore differenza reti. Pochissimi
i gol in attivo per la squadra di Amadei, appena
39, 26 in meno della passata stagione. Cannoniere
della squadra è il neo-acquisto Del Vecchio,
che comunque segna 13 reti. Appena 7 reti invece
per Vinicio. La panchina di Amadei comincia a scricchiolare. |
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1959-60:
La società azzurra decide di cambiare
allenatore e affida la squadra ad Annibale Frossi.
Insieme al nuovo mister arriva anche il portiere
Cuman e il napoletano Rambone. Dopo 4 partite
e altrettante sconfitte Frossi viene esonerato.
La squadra viene affidata di nuovo ad Amadei.
Il 6 dicembre 1959 viene inaugurato il nuovo Stadio
San Paolo. Oltre 80.000 tifosi a salutare il nuovo
impianto e ad assistere al 2-1 sulla Juventus
prossima a vincere il titolo, con gol di Vitali
e Vinicio. Il Napoli arriva 13° assieme al
Bari, ma con peggior differenza reti, collezionando
appena 29 punti. A dare un contributo per evitare
la retrocessione anche le 2 reti del giovane attaccante
Postiglione, napoletano doc. Al termine di un'annata
balorda il Napoli resta in serie A, a soli 2 punti
dalla retrocessione. Capocannoniere degli azzurri
è ancora Del Vecchio, autore di 10 gol.
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