1960-61:
Nel Giugno del 1960, dopo 5 anni e 69 gol
in 152 partite in maglia azzurra, Luis Vinicio
viene ceduto al Bologna in cambio di Pivatelli,
Baldi e Miliach. Lauro, artefice del mercato,
cede anche Pesaola al Genoa, dopo 204 presenze
con la maglia del Napoli, e Gennaro Rambone.
Vengono acquistati Girardo e l'argentino Tacchi.
Inutile dire che i risultati furono disastrosi.
Sconfitte per 3-0 dall'Internazionale, 4-0
dalla Juventus, 5-2 dalla Lazio, con un totale
di 16 partite perse e appena 7 vinte. Si succedono
sulla panchina azzurra Amadei, Cesarini ed
addirittura il vecchio Sallustro, ormai direttore
dello stadio San Paolo. Il Napoli arriva 17°
realizzando appena 25 punti. Siamo alla terza
storica retrocessione in serie B.
1961-62:
Il Napoli è di nuovo in serie
B. La campagna acquisti è roboante:
via i vari Postiglione, Di Giacomo, Miholich,
Gratton, Pivatelli, Bertucco, Posio, Del Vecchio
e Bugatti. Arrivano il portiere Pontel, il
mediano Corelli, la mezzala Fraschini, l'ala
sinistra Gilardoni ed il centromediano Rivellino.
Alla guida tecnica della squadra viene chiamato
Fioravante Baldi. L'inizio di stagione è
tutt'altro che esaltante, tanto da portare
il nuovo tecnico a chiedere le dimissioni
dopo 9 partite. Le dimissioni, inizialmente
respinte, vengono accettate il 29 gennaio
del '62, a causa dei risultati scadenti riportati
dalla squadra che realizza appena 18 punti
in 20 partite. Il Presidente Lauro decide
di sostituire Baldi con un giovane Bruno Pesaola,
allora tecnico della Scafatese. La scelta
del Comandante si rivelò felice. Subito
6 risultati utili consecutivi e poi tanti
successi che consentono di raggiungere il
bottino di 25 punti in 18 gare. Si arriva
al recupero della gara di Verona, decisiva
per la promozione anche degli scaligeri cui
sarebbe bastato un pari. Il Napoli vince grazie
al gol di Corelli ma dal Veneto partono accuse
di tentata corruzione ai danni degli ex di
turno Postiglione, Bertucco e Maioli che però
alla fine si riveleranno infondate, anche
se due dirigenti azzurri verranno squalificati
e la promozione azzurra viene macchiata da
un episodio che gli stessi napoletani non
gradiscono.
In questa magica stagione il Napoli vince
anche la Coppa Italia, impresa mai riuscita
a nessuna squadra di serie B. Dal cammino
azzurro vengono eliminate Alessandria e Sampdoria,
superate ai rigori, Torino e Roma. In semifinale
viene battuto il Mantova (2-1 a Fuorigrotta
con gol di Tomeazzi e Fanello). La finale,
giocata all'Olimpico di Roma il 21 giugno
del 1962, è Napoli-Spal: gol di Corelli,
pareggio di Micheli e raddoppio di Ronzon
che regala la Coppa alla squadra azzurra.
1962-63:
A Pesaola viene affiancato Monzeglio
non essendo il primo dotato di patentino per
allenare in serie A (anche se la deroga arriverà
alla 3ª giornata di campionato). Dopo
la vittoria in Coppa Italia ed il ritorno
in Serie A, Lauro nega il premio promozione
sia al tecnico (poi erogato al 50%) che ai
giocatori. Il Presidente continua nel suo
atteggiamento di ripicca verso i napoletani
giudicati "traditori" dal momento
che non aveva ottenuto il successo elettorale
sperato, ripetendo sempre di non avere quattrini
per il Napoli. Dopo innumerevoli pressioni
e dopo le cessioni di Greco II, Bodi, Simoni
e Costantini, vengono presi l'argentino Rosa
(in prestito) ed il brasiliano Jarbas Faustinho
Cané, costato soltanto $ 4.000 al mediatore
e, "si dice", scelto da Achille
Lauro su fotografia, tra un certo numero di
calciatori di colore dell'Olearia, per il
solo fatto d'essere più "nero"
degli altri, e che per questo avrebbe fatto
"più paura" ai difensori
avversari; vengono promossi in prima squadra
il portiere Pomarici ed i giovani centrocampisti
Montefusco e Juliano. Tra gli episodi particolari,
da ricordare il 6/1/63: durante Napoli-Torino
un petardo scoppia sotto la panchina azzurra
tramortendo Monzeglio. Da menzionare anche
la partita Napoli-Roma 3-3 con ben 5 rigori
assegnati dall'arbitro Campanati. L'illecito
dell'anno è in Milan-Napoli, prima
della quale i giocatori azzurri assunsero
una razione di simpamina pochi minuti prima
di sapere che quel giorno si sarebbe effettuato
il controllo anti-doping. Risultarono sette
giocatori positivi al controllo, ma soltanto
quattro furono squalificati per quattro turni,
dal 31/3 al 21/4, perchè alcune provette
furono "casualmente" esposte per
troppo tempo al sole. Gli squalificati furono
Molino, Tomeazzi, Rivellino e Pontel. Nelle
ultime quattro partite si assiste al crollo
della squadra anche se il momento più
triste e deprimente è vissuto in Napoli-Modena.
Quel giorno era in corso una tornata elettorale
per cui le forze dell'ordine allo stadio erano
davvero poche. Qualche errore di troppo dei
giocatori azzurri, qualche svista arbitrale
(Campanati, di nuovo) ed il patatrac fu inevitabile:
utilizzando dei grossi cartelloni pubblicitari
come ponti per scavalcare il fossato, una
marea inferocita si riversò in campo,
spezzando le traverse e sradicando i pali
delle porte. Risultato: 62 feriti, 148 fermati,
130 milioni di danni e 4 giornate di squalifica.
Il Napoli termina la stagione al 16° posto
in serie A. E' di nuovo retrocessione con
16 sconfitte, 27 punti, 59 gol al passivo
e soltanto 35 realizzati. Quarta retrocessione
in serie B della storia del club azzurro.
1963-64
: Lauro presenta le sue dimissioni
e si apre la lotta per la sua successione.
Pretende ben 407 milioni a saldo (a suo dire)
delle sue personali contribuzioni, non dimostrate
né giustificate poiché nessun
rendiconto era mai stato stilato in Società.
Ma il passivo, a giugno, ammonta a 700 milioni
per quanto dovuto all'Esattoria comunale ed
al Credito Sportivo. Il primo che si mostra
interessato all'acquisto è Pasquale
Gagliardi, un cilentano che ha fatto fortuna
in Venezuela. Gagliardi viene convinto ad
avanzare l'offerta a Lauro (8 rate annuali
di 60 milioni) da Fiore, che gli aveva promesso
un sostanzioso contributo da parte di suoi
parenti ed amici, e da Scuotto. Poiché
Lauro non si esprime in merito, viene chiamato
a dirimere la questione il Presidente della
Lega Perlasca. Alla fine Lauro rifiuterà
l'offerta e nominerà Scuotto "reggente".
Questi opererà con l'appoggio di Fiore
che così, piano piano, riuscirà
ad entrare in società. La campagna
trasferimenti risulta povera come l'anno precedente;
arrivano l'ala Bolzoni, Rimbaldo e Prenna
mentre partono Bodi, Mariani, Fanello e Tomeazzi.
L'allenatore è Lerici perché
Pesaola preferisce andare via. Ma Lerici,
già nel febbraio 1964, viene affiancato
da Bruno Gramaglia in qualità di "consigliere"
e, a marzo, viene definitivamente licenziato.
Alla guida tecnica della squadra viene nominato
Molino in qualità di allenatore-giocatore.
Il campionato si conclude all'8° posto
con 39 punti, 39 gol fatti e 35 subiti. Miglior
marcatore azzurro è Gilardoni con 10
reti.
1964-65
: Viene costituita la S.S.C.N., Società
Sportiva Calcio Napoli SPA. Presidente onorario
Achille Lauro, presidente esecutivo Roberto
Fiore. Nella costituzione della Società
il capitale sociale di 120 milioni fu sottoscritto
subito da Achille Lauro (defalcando i suoi
40 milioni dai 480 del suo credito consolidato),
e da Gigino Scuotto con 17 milioni. Il neo
presidente Fiore, nel momento del suo insediamento,
trova che restano da pagare debiti per 423
milioni. A questo punto compare un nuovo socio:
Gioacchino Lauro (primogenito del Comandante);
ma mancano ancora 40 milioni dal Gruppo Fiore
e 40 milioni da Corcione-Tardugno. Uno degli
esclusi dalla "scalata" al Napoli
è Giovanni Proto, consigliere comunale
del partito di Lauro, che si prese la rivincita
rilevando il "Cirio" che diventerà
l'Internapoli di Wilson e Chinaglia. Vengono
acquistati il portiere Bandoni, l'ala Bean,
Panzanato, Zurlini, di nuovo Fanello e Pesaola
allenatore. Campionato tiratissimo e deciso
all'ultima giornata con la vittoria in trasferta
sul Parma per 3-1. La serie A viene riconquistata
con un secondo posto a 48 punti, 45 gol fatti
e 21 subiti (migliore difesa del campionato).
Tatticamente Pesaola arretrò Ronzon
a libero (nella posizione che poi ricopriranno
i vari Scirea, Tricella, ecc.) sistemò
Juliano tra Emoli e Girardo, Bean ala tornante
e Fanello e Cané, quest'ultimo autore
di 12 goal, di punta.
1965-66
: La campagna acquisti è di
quelle importanti. Arrivano Sivori ed Altafini.
Ma insieme a questi due campioni arriva anche
un ottimo Nardin, precursore dell'arcigno
Bruscolotti e Stenti, libero giovane ma già
affermato. Il campionato è di ottimo
livello e il Napoli si piazza 3° con 45
punti, ad un punto dal Bologna secondo e 5
punti dall'Internazionale Campione d'Italia.
In questa grande stagione Altafini va a segno
14 volte, Canè 12 e Juliano viene convocato
in Nazionale. Inoltre questa grande annata,
una delle migliori della storia azzurra, fu
sublimata in Svizzera con la vittoria della
Coppa delle Alpi cui parteciparono, tra le
squadre italiane, anche Catania, Spal e Juventus.
A questa manifestazione mancò Juliano,
convocato da Fabbri per i Mondiali Inglesi,
sostituito da Orlando. L'assenza del nazionale,
tuttavia, non impedì la conquista del
trofeo.
1966-67
: Vengono acquistati Bianchi, che
verrà convocato in nazionale così
come Stelio Nardin, Orlando, Micelli e Braca.
A dispetto di un buon inizio di campionato
nel quale vengono conseguiti nove risultati
utili consecutivi, arriva la doccia fredda
delle dimissioni di Roberto Fiore (19/12/1966)
la cui carica di Presidente esecutivo viene
assunta da Giacchino Lauro dal 27/1/67 (nel
mese vacante fu commissario Diamante). L'eccessiva
popolarità di Fiore aveva cominciato
ad infastidire Lauro che, una volta riuscito
a consolidare l'asse con Corcione, fa di tutto
per rendere difficile la vita a Fiore fino
a quando lo costringe a dimettersi. Gioacchino
Lauro tuttavia non ha né le capacità
né il carisma del predecessore. La
squadra si classifica al 4° posto con
44 punti, ma la sensazione di tutti è
che avrebbe potuto fare molto di più.
Il bomber Altafini vive la sua migliore stagione
napoletana realizzando 16 goal.
1967-68
: Il Campionato italiano viene ridotto
da 18 a 16 squadre. In campagna acquisti sfuma
sia l'ingaggio di Gigi Riva (per ragioni di
mobilitazione popolare in Sardegna) che quello
di Sergio Clerici. Arriva il grande portiere
Dino Zoff al posto di Bandoni, anche se il
contratto di acquisto viene depositato fuori
tempo massimo. Viene ingaggiato Claudio Sala
e lasciato per un anno al Monza di Gigi Radice.
Inoltre arrivano il terzino Pogliana e le
ali Barison e Bosdaves. La qualità
della rosa a disposizione convince Pesaola
a restare anche se solo per un anno. Frattanto,
sotto la presidenza di Gioacchino Lauro, Fiore
cede un piccolo numero di azioni del valore
di 100.000 lire all'ingegnere Corrado Ferlaino.
Nessuno diede importanza a questa compravendita,
nemmeno Lauro che non esercitò il diritto
di prelazione che gli spettava. Il campionato
finì con il 2° posto conquistato
con 37 punti, alle spalle di un imprendibile
Milan a ben 9 punti di distanza. Questo sarà
il migliore piazzamento azzurro fino alla
metà degli anni ottanta. Altafini si
conferma ancora una volta il miglior marcatore
azzurro con 13 reti.
1968-69
: Con Corcione Presidente e Fiore
amministratore delegato, parte la stagione
1968. Pesaola, visto il trambusto nella dirigenza
azzurra e temendo uno smembramento della squadra,
si accorda con la Fiorentina. Nuovo trainer
azzurro è Giuseppe Chiappella. In campagna
acquisti viene ceduto Orlando alla Spal ed
al suo posto arriva Harald Nielsen; dal Bologna
arriva l'ex nazionale Guarneri, per la cifra
di 125 milioni che, un po' per nostalgia,
un po' per l'età non più verde,
rende molto meno di quanto ci si aspettasse.
Viene riscattato Claudio Sala dal Monza per
125 milioni di lire, cifra che nell'anno a
Napoli vede quadruplicare il suo valore con
la cessione al Torino per ben 470 milioni.
La stagione non è delle più
serene. Varie grane si accavallano nel corso
dell'anno (ingaggi da ridurre, infortuni,
ecc.). La partenza non è buona. Il
Napoli raccoglie solo 6 punti nelle prime
8 partite. La nona giornata vede di scena
la Juventus a Fuorigrotta (1/12/1968): al
gol iniziale di Anastasi, risponde Montefusco
con una doppietta, ma la scazzottata finale
tra Sivori, Favalli, Panzanato e Salvadori
provocherà la squalifica di Panzanato
per 9 turni e quella di Sivori per 6. La squalifica
sarà per quest'ultimo l'occasione per
abbandonare definitivamente il calcio italiano.
Il 7 dicembre 1968 muore il presidente Corcione.
Corrado Ferlaino, proprietario di sole 5 azioni
del valore di 100.000 lire, ne diviene il
successore. Il giovane ingegnere decide di
"retrocedere" Chiappella ad "osservatore"
ed il suo vice Parola a "osservatore
in Piemonte". La squadra viene affidata
a Di Costanzo che, con grande stupore generale,
riesce ad infilare una serie positiva di sette
partite. Dopo la sconfitta casalinga con la
Fiorentina, tuttavia, Ferlaino richiama Chiappella
alla guida della squadra destituendo il suo
temporaneo sostituto. Il campionato finisce
con il Napoli al 7° posto in classifica,
con 25 gol subiti e soltanto 26 segnati.
1969-70
: Ferlaino riesce ad acquistare dalla
vedova di Corcione un ulteriore 21% della
Società, divenendo così azionista
di maggioranza. Parte così l'operazione
di risanamento societario. Vengono ceduti
Sala al Torino per 470 milioni, come detto,
quasi il quadruplo di quanto pagato l'anno
precedente, Faustinho Cané al Bari,
Guarneri, Nielsen e Stenti. Viene riscattato
dalla Spal Improta, e arrivano anche Manservisi,
Vianello, Bosdaves ed Hamrin che segnerà
il primo gol del Napoli al S. Paolo all'ultima
giornata del girone d'andata. Il Napoli chiude
al 6° posto con 31 punti, 24 gol fatti
e soltanto 21 subiti. Per la nazionale in
partenza per i mondiali messicani, il CT Valcareggi
porterà Juliano e Zoff, ignorando Bianchi
autore di un campionato assolutamente superlativo.
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