







|
Bari |
3 |
Chievo |
3 |
Genoa |
3 |
Milan |
3 |
Parma |
3 |
Sampdoria |
3 |
Napoli |
1 |
Bologna |
1 |
Cagliari |
1 |
Cesena |
1 |
Fiorentina |
1 |
Inter |
1 |
Palermo |
1 |
Roma |
1 |
Brescia |
0 |
Catania |
0 |
Juventus |
0 |
Lazio |
0 |
Lecce |
0 |
Udinese |
0 |
 |
 |
 |
Bari |
Juventus |
1-0 |
Bologna |
Inter |
0-0 |
Chievo |
Catania |
2-1 |
Fiorentina |
Napoli |
1-1 |
Milan |
Lecce |
4-0 |
Palermo |
Cagliari |
0-0 |
Parma |
Brescia |
2-0 |
Roma |
Cesena |
0-0 |
Sampdoria |
Lazio |
2-0 |
Udinese |
Genoa |
0-1 |
|
 |
 |
| Brescia |
Palermo |
| Cagliari |
Roma |
| Catania |
Parma |
| Cesena |
Milan |
| Genoa |
Chievo |
| Inter |
Udinese |
| Juventus |
Sampdoria |
| Lazio |
Bologna |
| Lecce |
Fiorentina |
| Napoli |
Bari |
|
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|
|

a
cura di: Valerio Rossano e Pietro Gentile
|
|
| 1980-81:
Juliano Direttore Generale funge anche da parafulmine
delle critiche e delle contestazioni dei tifosi.
Per la panchina viene ingaggiato Rino Marchesi (direttamente
da Ferlaino perchè Juliano inseguiva Renna).
Sfumano tanti acquisti tra cui Falcao, Brady, Cerezo,
Pecci, Moro. Alla fine vengono ingaggiati soltanto
Nicolini dal Catanzaro e Pellegrini dall'Avellino.
In difesa arriva Marangon al posto di Tesser e vengono
ceduti Filippi, Volpecina, Improta, Agostinelli,
Badiani, Caporale e Bellugi. Per lo straniero Juliano
riesce a concludere con Ruud Krol in forza al Vancouver
con la formula del prestito semestrale. All'arrivo
dell'olandese la campagna abbonamenti subisce una
forte impennata, ma l'unico scontento sembra Marchesi.
Si rivelerà poi un grandissimo acquisto.
L'inizio è zoppicante ma l'arrivo di Krol
dà un nuovo assetto alla squadra ed una mentalità
vincente. Il 23/11/1980 il terremoto dell'Irpinia
provoca la momentanea inagibilità dello stadio
San Paolo con il rinvio della partita Napoli-Brescia.
La seconda scossa del febbraio successivo provocò
una nuova inagibilità. Ma a dispetto delle
calamità naturali, il girone di ritorno del
Napoli è comunque strepitoso: a 5 giornate
dal termine gli azzurri sono primi a pari punti
con Roma e Juventus. A romepere la magia di un sogno
arrivano le sfortunatissime sconfitte contro il
Perugia, a causa di un autogol di Ferrario, e contro
la Juventus, con un'altra autorete di Guidetti,
sconfitte che regalarono lo scudetto ai bianconeri
guidata da Giovanni Trapattoni, ma anche uno splendido
3° posto al Napoli con 38 punti. |
|
|
| 1981-82:
"Totonno" Juliano lascia il suo incarico
sbattendo la porta e spargendo veleno sul conto
di Ferlaino. In sede di calciomercato partono Marangon
(perdita grave), Nicolini, sostituito da Benedetti,
Capone, Speggiorin, Cascione e Palo. Marchesi aveva
chiesto Graziani, Marchetti e Scanziani ma arrivano
Palanca, Criscimanni e Citterio. Nello spogliatoio
c'è maretta per il rendimento incostante
di Musella e per la fascia di capitano affidata
da Marchesi a Krol per le partite di coppa, in virtù
dell'esperienza internazionale del libero olandese.
La Coppa Uefa si chiude al primo turno, mentre in
campionato, l'eccessiva quantità di pareggi,
ben 15, porta ad una classifica finale che è
"lussuosa" per le possibilità della
squadra ma mediocre per le sue ambizioni. Criscimanni
non riesce a diventare fulcro del gioco, Citterio
non ha la qualità di Marangon e Damiani non
riesce ad incidere in area di rigore. Si aspettano
i gol di Palanca ma il "bomber" segnerà
un solo gol a Cesena (finale 3-1 per il Napoli)
pareggiando però il conto dopo un quarto
d'ora con un'autogol. Pellegrini segna invece 11
gol ed è il terzo realizzatore del torneo
alle spalle di Pruzzo e Bivi. La difesa incassa
soltanto 21 reti ma subisce tre espulsioni (Bruscolotti,
Jacobelli e Vinazzani) e 8 giornate di squalifica
di cui ben 5 solo a Ferrario. Il campionato si conclude
al 4° posto, a pari merito con l'Inter. Sul
fronte societario Ferlaino si fa affiancare da un
comitato esecutivo formato dal duo Janich-Bonetto.
L'ufficio inchieste della Federcalcio apre un'inchiesta
a carico di Castellini sospettato d'avere mostrato
troppa acquiescenza al tiro con in quale il Genoa
ha acciuffato la salvezza a 4' dalla fine del campionato.
Inoltre Ferlaino e consiglieri vengono accusati
di falso in bilancio, appropriazione indebita, frode
fiscale e truffa. Si dimostrerà tutto una
baggianata. A fine campionato Marchesi emigrerà
al Nord e Corso che sperava in una promozione in
prima squadra, all'arrivo di Giacomini, lascerà
la squadra primavera nelle mani di Angelo Sormani. |
|
|
| 1982-83:
E' l'anno delle bombe a casa Ferlaino e dell'aereo
con lo striscione contro Ferlaino e pro-Juliano.
Dal punto di vista tecnico arriva il nuovo allenatore
Giacomini ed i giocatori Celestini, Carannante (ritorni)
e Dal Fiume; partono Guidetti, Musella, Damiani,
Benedetti e Palanca. Arriva anche il nuovo straniero
Ramon Diaz preceduto da grande fama non seguita
dai risultati sul campo, tanto che a novembre, al
mercato di riparazione, vengono acquistati Vagheggi
e Scarnecchia. I limiti tecnici sono evidenti: fuori
al 2° turno di U.E.F.A. con vigilia rallegrata
dal tritolo fatto esplodere in Via Crispi. In campionato
è anche peggio: all'undicesima giornata il
Napoli è ultimo in classifica. Segue immediato
il licenziamento di Giacomini su richiesta del tifo
organizzato capeggiato da Chiummariello. Si pensa
a Radice ma alla fine vengono ingaggiati Pesaola
e Rambone. Nonostante il cambio di guida tecnica
la situazione tende a peggiorare: ai guai di classifica
si aggiungono anche l'infortunio di Diaz, l'epatite
di Bruscolotti e qualche svista arbitrale. Finisce
l'andata con appena 9 miseri punti in classifica,
mestamente ultimi. Ferlaino cede la presidenza a
Marino Brancaccio affiancato da Gianni Punzo come
amministratore delegato. Nel girone di ritorno la
rinascita: ben 19 punti in 15 partite e salvezza
conquistata. Purtroppo nell'ultima partita di campionato
con il Cesena, in un forte contrasto con Buriani,
Krol riporta la rottura del menisco. In società
Sonetto va via e Brancaccio propone Juliano al quale
oppone il suo veto Ferlaino, inducendo Brancaccio
stesso alle dimissioni. Ritornato in sella, Ferlaino
raggiungerà un accordo per una pacifica coesistenza
con Juliano, ma conferendogli i poteri specifici
di Direttore Generale. |
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|
| 1983-84:
Ancora un allenatore nuovo: Santin. Tra i giocatori
scambio di Criscimanni per Casale, di Citterio per
Boldini, di Amodio per Caffarelli; arrivano anche
Frappampina, De Rosa, Palanca ed il libero Masi.
Vanno via Vinazzani e Marino. Come straniero viene
ceduto Diaz all'Avellino e viene acquistato Dirceu.
Juliano dichiara che questo Napoli è migliore
di quello che ha raggiunto il terzo posto ma purtroppo
verrà smentito dal campo. In Coppa Italia
la squadra è fuori, piazzandosi dietro la
Cavese. Gli auspicati rinforzi autunnali non arrivano,
Krol non recupera a pieno dall'infortunio subito
ed il Napoli va a fondo in classifica. Si fanno
i nomi di nuovi allenatori tra cui Carosi, Marchesi
e Agroppi. Alla ventesima giornata, dopo l'ennesima
sconfitta casalinga ad opera dell'Inter, Santin
viene esonerato in favore di Marchesi. Il Napoli
è terzultimo ma pian pianino riesce a raggiungere
alla penultima giornata la sospirata salvezza battendo
l'Udinese, con appena 1 punto di vantaggio sul Genoa
terzultimo. |
|
|
| 1984-85:
Sarà stato merito di Juliano, sarà
stato merito di Ferlaino ma il 4 luglio 1984 il
"popolo napoletano" toccò con mano
anzi, verificò con i propri occhi, che il
più grande, il più forte, il più
"caro" giocatore di tutti i tempi stava
davvero calpestando l'erba del San Paolo e che avrebbe
vestito e reso mitica la maglia azzurra numero 10.
Diego Armando Maradona era la materializzazione
di un sogno impossibile e la realizzazione di un
riscatto morale verso il resto dell'Italia calcistica
e non. Attorno a lui viene creata una signora squadra:
ceduto Dirceu per Bertoni (argentino come il pibe),
arrivano De Vecchi , Bagni (grande acquisto), Penzo,
Puzone e ritorna Marino. Partono anche Casale, Amodio,
Frappampina, Krol, Masi, Muro e Palanca. L'esordio
tra Coppa Italia e precampionato è piuttosto
buono (gran gol di Maradona a Pescara in sforbiciata
da terra, in coppa Italia). Ma in campionato la
partenza non è delle più felici: sconfitta
a Verona alla prima per 3-1, pareggio casalingo
con la Sampdoria 1-1, di nuovo sconfitta col Toro
3-0. Poi al settimo turno, con la sconfitta di Bergamo,
il Napoli è terzultimo in classifica. Marchesi
è preoccupato sia di un possibile licenziamento
che del ruolo di libero che non sa a chi affidare;
vengono provati De Vecchi e Dal Fiume con scarsi
risultati. A questo punto Juliano scambia con il
Cagliari l'attaccante De Rosa con il difensore De
Simone. Frattanto sorgono attriti tra Bagni e Maradona
tra i quali Marchesi farà da paciere. A dicembre,
con tre sconfitte di fila con Inter, Roma e Juve,
la crisi è incombente. Dopo la pausa natalizia,
ed un "chiarificatore" ritiro a Vietri,
dove si confrontarono faccia a faccia Presidente,
tecnico e giocatori, nel giorno della ripresa del
campionato, il 6 gennaio, la befana porta una salutare
vittoria per 4-3 con l'Udinese in una giornata talmente
fredda che, a tratti, nevicava in campo. Da questa
partita in poi il Napoli riesce ad inanellare una
serie favorevole che lo porta a totalizzare 20 punti
in 15 partite, raggiungendo l'8° posto finale
con 33 punti. Il miglior realizzatore azzurro è
naturalmente lui, Diego Armando Maradona, al suo
primo anno in Italia, autore di 14 reti. Intanto,
in un albergo di Milano, si stavano ponendo le basi
per il futuro Napoli da scudetto. |
|
|
| 1985-86:
Il 13/3/1985, in un albergo di Milano, Ferlaino
convoca Italo Allodi (il riformatore del calcio
italiano), Pier Paolo Marino (giovane direttore
sportivo) e Ottavio Bianchi (ex calciatore azzurro,
al tempo allenatore del Como). Si costituisce un
comitato incaricato di far fruttare al meglio l'investimento
fatto con l'acquisto di Maradona. Da allora ogni
lunedì il team si riunisce per mettere a
punto le strategie di mercato. Dopo i patimenti
difensivi dell'anno precedente, un ruolo da coprire
subito è quello di libero. Viene così
acquistato il giovane Alessandro Renica dalla Sampdoria.
Per il terzino sinistro, in alternativa a Raimondo
Marino, arriva Filardi dal Varese. A centrocampo
l'acquisto di Eraldo Pecci, consente a Maradona
di dedicarsi a compiti più squisitamente
offensivi, in coppia con il bomber di classe Bruno
Giordano. Per completare il centrocampo l'ideale
sarebbe l'acquisto di Fernando De Napoli, ma costa
troppo ed il suo acquisto viene accantonato per
quest'anno. Dopo aver tentato invano con Tardelli,
Sabato, Boniek, Cerezo e Scanziani, la scelta cade
su Buriani. Castellini lascia per limiti di età
e subentra Claudio Garella. Partono anche Boldini,
Dal Fiume, De Simone, De Vecchi, Di Fusco, Napoletano
e Puzone. Nel precampionato Ferrario si rompe il
malleolo. Maradona ha problemi al ginocchio ma anche
problemi personali: rompe infatti il sodalizio con
Cysterpiller e assume Guillermo Coppola come manager
personale. Il campionato parte bene e, all'ottava
giornata, riesce a spezzare l'incantesimo contro
la Juve: Bertoni guadagna una punizione indiretta
in area di rigore della Juve, batte Maradona e con
una parabola beffarda partita dal piede mancino
piegato ai limiti dell'impossibile infila la porta
dell'esterrefatto Tacconi proteso in un'inutile
quanto lunghissimo volo. Peccato che Brio e Bagni
vengano alle mani e che su di loro cadano i fulmini
della disciplinare. Di peggio capita a San Siro:
Mandorlini spezza tibia, perone e carriera a Buriani;
Altobelli e Bruscolotti si fanno espellere insieme;
Garella viene colpito da qualcosa piovuta dagli
spalti ma non ne approfitta e l'arbitro Longhi s'inventa
il pareggio per l'Inter dopo il vantaggio realizzato
da Maradona su assist di Giordano. Per la partita
successiva contro l'Udinese, il Napoli deve fare
a meno di Bruscolotti, Celestini e Pecci squalificati.
La partita finisce 1-1 con gol di Maradona su punizione
e poi espulsione dello stesso per reazione ad un
fallo di Criscimanni. Alla fine del girone di andata
il Napoli è 2° a 6 punti dalla Juventus.
Il girone di ritorno, tra alti e bassi, ed una buona
dose di sfortuna (frattura della clavicola per Giordano;
problemi fisici e di fuso orario per Maradona a
causa delle trasferte della Nazionale argentina)
finisce con il 3° posto in classifica con 39
punti, sempre a 6 punti dalla Juve ancora Campiona
d'Italia, e a 2 punti dalla Roma seconda. Migliore
marcatore della stagione, ancora Maradona con 11
reti in 29 partite, seguito da Giordano con 10 reti
in 25 incontri. |
|
|
| 1986-87:
Alla guida tecnica della squadra viene confermato
Ottavio Bianchi. Vengono acquistati il terzino Bigliardi
(dal fallimento del Palermo), i centrocampisti Sola
e Romano (in sostituzione di Pecci), e il terzino
sinistro Volpecina. Arriva anche Fernando De Napoli
dall'Avellino per sostituire Buriani. L'attacco
viene rinforzato dall'arrivo di Andrea Carnevale.
In difesa, invece, viene promosso dalla primavera
un giovane e promettente Ciro Ferrara. Il debutto
è dei migliori: vittoria a Brescia con uno
splendido gol di Maradona. Subito però arriva
la doccia fredda dell'eliminazione dalla coppa UEFA,
ai rigori, da parte del Tolosa, dopo due pareggi
a reti bianche. I rigori decisivi vengono falliti
da Salvatore Bagni e dall'infallibile Diego. Probabilmente,
però, l'eliminazione dalla Coppa riesce a
trasmettere alla squadra maggiore grinta e determinazione
e soprattutto una maggiore concentrazione sul campionato
e anche sulla Coppa Italia. In campionato la strada
è quella buona: 12 punti nelle prime 8 giornate.
Vengono ottenute delle magnifiche vittorie come
quella di Genova con la Sampdoria dove, in un campo
allagato, una magia di Maradona regala il 2 a 1
agli azzurri, e come quella contro la Roma, sempre
in trasferta, con un gol capolavoro di Maradona
su assist di Giordano. Ma la vittoria più
esaltante è senza dubbio quella ottenuta
a Torino sulla Juventus, alla nona giornata. Alla
vigilia la classifica vede Napoli e Juve in testa
alla classifica a pari punti. La Juve passa in vantaggio
con Laudrup ma il Napoli reagisce con una rimonta
straordinaria vincendo, dopo oltre 20 anni, con
il risultato di 3-1 e reti di Giordano, Ferrario
e Volpecina. Il Napoli assume quindi il comando
della classifica in solitudine. La prima sconfitta
arriva, com'è consuetudine, dopo le feste
di Natale, il 4 gennaio 1987 a Firenze (3-1), con
il terzo gol viola segnato da Monelli con un pallonetto
da centrocampo. Ma le tre vittorie esterne consecutive
contro Udinese, Torino e Atalanta, rilanciano la
squadra al vertice della classifica sminuendo anche
l'importanza della sconfitta di San Siro contro
l'Inter per 1-0. Il 29 marzo 1987 c'è di
nuovo la Juve, questa volta al San Paolo, ed è
ancora vittoria. Segna Renica al 14', pareggia Aldo
Serena al 50', e Ciccio Romano regala la vittoria
agli azzurri al 58'. Un immediato calo di tensione
porta al successivo pareggio esterno contro l'Empoli
per 0-0 e addirittura alla terza sconfitta stagionale
contro il Verona per 3-0. Il Napoli ritrova la concentrazione
nella successiva partita contro il Milan che viene
sconfitto allo stadio San Paolo per 2-1 con gol
di Carnevale, Maradona e Virdis. E' il preludio
alla vittoria. E' ancora Carnevale a regalare 3
gol per gli ultimi 3 pareggi contro Como, Fiorentina
e Ascoli, ma già nella penultima partita
di campionato contro i Viola, il Napoli è
matematicamente Campione d'Italia. La storia ha
voluto una data: 10 maggio 1987. L'apoteosi, attesa
per ben 61 anni, viene celebrata nel tempio stracolmo
del San Paolo, con striscioni che coprono entrambe
le curve, fuochi d'artificio ed addirittura paracadutisti
che portano dal cielo i vessilli azzurri in campo.
La città è interamente rivestita d'azzurro
ed i muri ricoperti di slogan, alcuni ironici, altri
beffardi, altri allusivi, ma tutti splendidamente
"napoletani". I festeggiamenti durano
l'intera settimana culminando nella magica notte
del 17 maggio 1987, ultima partita di campionato,
vissuta in un tripudio d'euforia collettiva. A sugellare
un momento storico così importante per la
città di Napoli, arriva anche la conquista
della terza Coppa Italia raggiunta per di più
stabilendo un nuovo record assoluto: 13 vittorie
su 13 incontri disputati, con 35 gol fatti e soltanto
5 subiti. Un vero e proprio rullo compressore! Il
migliore marcatore azzurro è sempre Diego
Armando Maradona, autore di 10 reti in 29 partite,
seguito da Andrea Carnevale, 8 gol in 27 partite
e Bruno Giordano, 5 reti in 26 incontri. Questa
è la più gloriosa stagione mai disputata
dal club azzurro. Il Napoli vince il suo primo storico
scudetto e vince anche la Coppa Italia, impresa
mai riuscita prima a nessuna altra squadra italiana. |
|
|
| 1987-88:
Con la conferma di Bianchi sulla panchina,
e un solo ma grandissimo acquisto degno di nota,
il campione brasiliano Antonio Careca, il Napoli
affronta per la prima volta il campionato con il
"tricolore" cucito sulla maglia, e di
conseguenza anche la sua prima esperienza in Coppa
dei Campioni. Putroppo nel torneo europeo il sorteggio
pone gli azzurri di fronte alla più forte
e blasonata squadra del mondo, in una delle sue
stagioni migliori: il Real Madrid di Bennacher e
dei vari grandi Michel, Butraguegno, Sanchez, ecc.
La partita d'andata fu disputata a porte chiuse,
in un'atmosfera surreale, e terminò con uno
sfortunato 2-0 per i campioni di Spagna, causato
da un'autorete e un calcio di rigore, e senza trovare
la rete, pur sfiorando ripetutamente il gol. La
partita del San Paolo fu invece giocata in una bolgia
infernale: 100.000 spettatori, incasso di quasi
5 miliardi, e partita giocata a ritmi frenetici
con il Napoli in attacco, a testa bassa, per i primi
40 minuti; purtroppo dopo il gol del vantaggio siglato
da Francini, una palla persa a centrocampo consente
a Butraguegno di colpire in contropiede e portare
il Real sull'1-1. Tutti i tentativi del Napoli di
ribaltare il risultato dell'andata sono vani in
quanto le numerose parate, alcune anche fortunose
del portiere spagnolo, negano al Napoli il passaggio
al turno successivo. Agli azzurri dunque non resta
che tuffarsi nel campionato, e lo fa nel migliore
dei modi, dando spettacolo su tutti i campi con
il suo tridente di campioni formato da Maradona,
Giordano e Careca, e denominato Ma.gi.ca. Basta
che la squadra decida di giocare appena per 10 minuti
in ogni partita e per l'avversario non c'è
scampo. La prima sconfitta arriva come sempre dopo
Natale, il 3.1.88 a Milano contro il Milan (4-1)
dopo avere ottenuto clamorose vittorie come il 6-0
con il Pescara, 3-1 al Torino, 4-1 al Verona (gol
di Maradona da centrocampo) e 2-1 alla Juventus;
seguono altre vittorie come il 4-0 alla Fiorentina,
il 3-1 ad Ascoli, il 4-0 con l'Avellino fino alla
sconfitta in casa con la Roma. Poi arriva l'eliminazione
ai quarti di finale della Coppa Italia ad opera
del Torino, ed un'incredibile crollo atletico e
psicologico di tutta la squadra: sconfitte per 3-1
a Torino contro la Juventus, pareggio per 1-1 ancora
in trasferta a Verona, e sconfitta storica per 3-2,
allo stadio San Paolo, contro il Milan di Sacchi,
Gullit e Van Basten, il 1° maggio 1988, nella
partita decisiva che segna il sorpasso rossonero
ai danni degli azzurri che riescono così
a depauperare il vantaggio di ben 8 punti che erano
riusciti a costruire sui rossoneri. La squadra,
ormai completamente scarica, perde ancora per 3-2
a Firenze e viene ancora sconfitta, nell'ultima
giornata di campionato allo stadio San Paolo, dalla
Sampdoria di Vialli e Mancini per 2-1. Questa incredibile
debacle susciterà una serie di sospetti su
alcuni giocatori ritenuti "traditori"
e partite "vendute", con accenni forti
e gravi su strani giri di scommesse clandestine
e sospetta implicazione della camorra. In tutto
questo tourbillon di polemiche i giocatori pensarono
bene di emettere un "Comunicato" all'indomani
della partita con la Fiorentina, addossando tutte
le colpe della disfatta, alla mancanza di dialogo
con l'allenatore. Questo comunicato, firmato da
tutti i giocatori tranne Maradona (perché
fuori città) e letto da De Napoli, provocherà
la dura reazione della Società che metterà
fuori squadra i "senatori" ritenuti colpevoli
dell'ammutinamento: Garella, Ferrario, Bagni e Giordano,
che a fine campionato vengono ceduti. In questa
assurda stagione Maradona è il Capocannoniere
della serie A con 15 reti in 28 partite, seguito
in classifica da Careca, autore di 13 centri in
26 incontri. |
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1988-89:
Dopo la rivolta dello spogliatoio contro l'allenatore,
verificatasi alla fine del campionato 87/88, la
Società decide di confermare l'allenatore
e cedere tutti i giocatori ostili. Vanno via Garella
per Giuliani, Ferrario per Corradini, Bagni per
Alemao, e Bruno Giordano. Arrivano anche Massimo
Crippa e Luca Fusi. Dalla primavera escono giocatori
interessanti come Ferrante, Neri, Giacchetta e
Bucciarelli. Il campionato di serie A ritorna
a 18 squadre. La partenza degli azzurri è
buona. La nuova squadra si assesta rapidamente
ottenendo alcuni risultati prestigiosi come Juventus-Napoli
3-5, Napoli-Milan 4-1, Napoli-Torino 4-1 ed altri
addirittura clamorosi, come Napoli-Pescara 8-2.
Putroppo il campionato vede l'Inter di Trapattoni
macinare risultati su risultati, stabilendo nuovi
record in fatto di punti (58), di vittorie (26),
di reti fatte (67) e di reti subite (19). E' l'Inter
di Zenga, Bergomi, Brehme, Matteoli, Ferri, Mandorlini,
Bianchi, Berti, Diaz, Matthaus, Serena. Il Napoli
deve necessariamente accontentarsi di un prestigioso
2° posto con 47 punti, 2 in più rispetto
al Milan Campione 1987-88. La forza del Napoli
comunque si vede anche in campo europeo dove gli
azzurri eliminano dalla Coppa Uefa nell'ordine:
il Paok di Salonicco (1-0 e 1-1), il Lokomotiv
di Mosca (1-1 e 2-0), il Bordeaux (0-1 e 0-0),
fino ad incontrare la Juventus nei quarti di finale.
Gli azzurri perdono 2-0 a Torino e la storia sembra
ormai chiusa. Ma allo stadio San Paolo segna Maradona
su calcio di rigore al 12', raddoppia Carnevale
al 44' e si va ai supplementari. Al 119' un incredibile
gol di testa/spalla di Alessandro Renica regala
al Napoli una storica qualificazione per le semifinali
dove si affronta il temibile Bayern Monaco: 2-0
al San Paolo con gol di Careca e Carnevale e 2-2
in Germania con doppietta ancora dell'attacante
brasiliano. Il cammino esaltante della squadra
azzurra giunge alla finalissima contro un'altra
squadra tedesca, lo Stoccarda del "napoletano"
Gaudino e del prossimo interista Jurgen Klinsman.
La partita di andata si gioca al San Paolo. Al
17' proprio Gaudino porta in vantaggio lo Stoccarda
con la complicità del portiere azzurro
Giuliano Giuliani. Al 68' Maradona pareggia su
calcio di rigore e all'87' Antonio Careca sigla
il gol della vittoria. Il 2-1 non è un
risultato confortante per gli azzurri. Ai tedeschi
basterebbe vincere 1-0 in casa per aggiudicarsi
il trofeo. Migliaia di tifosi azzurri partono
alla volta di Stoccarda per seguire Maradona e
compagni nell'avventurosa partita di ritorno in
terra di Germania. E' il 17 maggio e nell'aria
c'è tanta tensione. Al 19' Alemao si invola
verso la porta tedesca e batte il portiere avversario
con un tiro strano, carambolato in rete carico
di effetto. Al 29' pareggia Klinsman con un colpo
di testa su calcio d'angolo. Al 40' la svolta:
calcio d'angolo di Maradona, palla respinta dalla
difesa ancora in zona Diego che rimette la palla
al centro con un inaspettato colpo di testa che
coglie di sorpresa gli avversari e consente al
napoletano Ciro Ferrara di inserirsi e girare
in rete la palla del 2-1. Ormai è fatta.
Lo Stoccarda dovrebbe segnare 3 gol per pareggiare
il conto e invece è il Napoli che va ancora
a segno con un contropiede di Maradona e assist
per Careca che batte il portiere in uscita con
un delizioso colpo sotto. L'euforia è alle
stelle. Passano addirittura inosservati l'autogol
di De Napoli e la rete del 3-3 firmata al 90'
da Schmaler. Il Napoli vince la sua prima Coppa
Uefa, trofeo ambito e importante, destinato solo
alle squadre arrivate ai primi posti nei rispettivi
campionati, alle spalle dei campioni. Anche in
Coppa Italia si arriva in finale. Dopo avere eliminato
altre dieci squadre, il Napoli però perde
la finale di ritorno a Cremona contro la Sampdoria
per 4-0, in una partita dai toni agonistici molto
accesi, con numerosi scambi di "cortesie"
fra giocatori dentro e fuori dal campo. Questa
resta comunque una stagione decisamente gratificante
per la storia azzurra, sia per il secondo posto
in campionato equivalente, per punti conquistati,
ad uno scudetto, sia per la finale di Coppa Italia,
ma soprattutto per l'esaltante prima vittoria
in campo europeo datata 17 maggio 1989. Antonio
Careca è il miglior realizzatore della
squadra con 19 reti in 30 partite. A seguire Carnevale
con 13 gol in 28 partite e Maradona con solo 9
gol in 26 gare, ma tantissimi assist e grandissime
giocate di altissima qualità. |
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1989-90:
Sulla panchina azzurra Ottavio Bianchi viene sostituito
da Albertino Bigon. In campagna acquisti viene
ingaggiato il centrocampista di fantasia Massimo
Mauro, il valido e promettente Marco Baroni per
rinforzare la difesa e un giovane e sconosciuto
giocatore sardo di nome Gianfranco Zola. La partenza
in campionato è tutta "italiana":
Maradona è in Argentina, Careca e Alemao
sono al mare a smaltire le fatiche della coppa
America, e la squadra incamera i primi punti della
stagione con una formazione autarchica. Dopo quattro
giornate gli azzurri sono al comando della classifica
con la Juventus, dopo aver conquistato 7 punti
su 8. La fantasia di Mauro e del giovane Zola
riescono a sopperire all'assenza del genio di
Diego. Alla quinta giornata ritorna Maradona e
c'è la Fiorentina di scena al San Paolo.
Il primo tempo finisce 2 a 0 per la Fiorentina
con due prodezze di Roberto Baggio. Nel secondo
tempo ci pensa Diego. Prima sbaglia un calcio
di rigore, e poi guida i compagni ad una clamorosa
rimonta con ribaltamento del risultato: finisce
3-2 per il Napoli. Il Milan, battuto alla settima
giornata con un secco 3-0, perde anche a Cremona
e Ascoli, consolidando il distacco di sei punti
dalla squadra partenopea. Il Napoli batte anche
i campioni in carica dell'Inter con due gol nel
finale. Alla tredicesima giornata il vantaggio
su un gruppetto di inseguitori formato da Inter,
Milan e Sampdoria, è di tre punti. L'eliminazione
dalla Coppa Italia ed anche dalla Coppa UEFA,
trofeo detenuto proprio dal Napoli, e l'infortunio
di Renica sono il preludio di una crisi che esplode
all'ultima giornata di andata: il 30 dicembre,
all'Olimpico di Roma, la Lazio vince 3-0. Non
ci sono attenuanti. La squadra sbanda ed il Milan
accorcia portandosi a 2 punti, con una partita
da recuperare. Anche l'Inter si avvicina ma la
vittoria a Firenze dimostra che il Napoli non
vuole mollare. La clamorosa rimonta del Milan
si concretizza con l'aggancio al secondo scontro
diretto: a San Siro i rossoneri si impongono infatti
per 3-0. Due domeniche dopo anche l'Inter si prende
la sua rivincita vincendo 3-1 ancora a San Siro.
Il Milan passa in testa con due punti di vantaggio.
Sembra la fine del sogno. In realtà anche
il Milan comincia ad accusare i primi cedimenti
e gli azzurri, nonostante la sconfitta con la
Sampdoria, riescono a ridurre il distacco ad un
solo punto. L'8 aprile avviene la svolta: l'arbitro
Lanese non vede il gol della vittoria del Bologna
sul Milan ma a Bergamo una monetina lanciata degli
spalti ferisce Alemao alla testa determinando
il 2-0 a tavolino per il Napoli, a dispetto dello
0-0 ottenuto sul campo. A 180 minuti dalla fine
del campionato Napoli e Milan sono prime a pari
punti. La domenica successiva il Napoli trionfa
a Bologna con un rotondo 4-2 mentre il Milan perde
2-1 in casa del Verona. L'ultima partita vede
ancora una vittoria del Napoli sulla Lazio per
1-0 con gol di Baroni che regala il secondo, sofferto,
scudetto alla città di Napoli. In questa
magnifica stagione il Napoli uguaglia il record
del maggior punteggio e del maggior numero di
vittorie casalinghe con 16 vittorie ed 1 pareggio
su 17 incontri, per complessivi 33 punti conquistati
al San Paolo sui 51 realizzati in tutto. Il migliore
marcatore azzurro è di nuovo Diego Armando
Maradona che realizza 16 reti in campionato, stabilendo
il proprio record personale in fatto di segnature
con la maglia del Napoli. |
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